Biografia artistica di ZeroDx
(romanzata ma neanche troppo)

Meno male che a quel tempo non c’era Youtube. (Enrico ZeroDx sui suoi primi lavori)

Enrico nasce nel 1989 in provincia di Pisa. Consapevole che questo da solo non possa costituire il suo curriculum, decide di interessarsi a qualcosa. A tre anni sa far funzionare il videoregistratore di casa con grazia e precisione, questo gli consente di lì a poco di approfondire un lato della sua personalità che non riuscirà mai più a reprimere: l’ossessione di mandare indietro continuamente i film, un particolare che lo tormenterà per tutta la sua esistenza. Da cassette Disney a film registrati alla tv, il nastro magnetico rimane per lungo tempo il suo mezzo principale di scoperta e apprendimento. Per anni si cimenta in registrazioni su audiocassette di urla e parolacce che costituiscono oggi il più prezioso cimelio della sua collezione privata.

Come deriva alla sua passione per i cartoni e Topolino, si interessa al disegno e all’animazione. Scrive e disegna decine di fumetti su quaderni A5, le sue storie ritraggono personaggi incerti, ancora abbozzati e privi di una forma concreta, prevalentemente omini stilizzati, a testimonianza di una fase di profondo studio e insicurezza creativa. Durante la fine degli anni 90, l’artista è attraversato da un prolifico periodo espressivo durante il quale crea senza sosta centinaia di animazioni su blocchetti di carta. Palline che rimbalzano sono a lungo il suo soggetto principale.

L’era digitale spalanca le porte a Enrico, che nel 2002 inizia a scorgere la sua vera idendità a lungo sopita. Con una webcam Kodak comincia il suo lento cammino nel videomaking da completo autodidatta, improvvisandosi regista, sceneggiatore, montatore e spettatore delle proprie opere. Nel suo archivio troviamo pregiati video di opinabile valenza che denotano uno stile e una tecnica in costante evoluzione. Ma è con la sua prima videocamera Mini-Dv Samsung che riesce ad allargare i suoi orizzonti creativi. Essa infatti porta con se il non indifferente vantaggio di poter essere portata fuori casa. Un nuovo scenario di cortometraggi creati con gli amici si consolida dinanzi a lui, che lo porteranno ben presto a puntare più in alto realizzando ben due mediometraggi di 30 minuti, rispettivamente nel 2005 e 2006. Queste opere prime, realizzate in un epoca antecedente all’avvento di internet e Youtube, non sono attualmente di pubblico accesso e risiedono nella vasta raccolta personale dell’autore. “Meno male che a quel tempo non c’era Youtube.” ripeterà più volte, ma una distribuzione postuma in allegato a Famiglia Cristiana è del tutto ipotizzabile.

Crescendo, Enrico inizia a vincere qualcosa: si aggiudica una PlayStation 3 e una PSP con due concorsi indetti da Sony nel 2006 e nel 2009. Intanto, nel 2008, la svolta. Dopo che la sua Samsung decide di non reggere più il peso dell’arte cessando di funzionare, una nuova videocamera, una Panasonic Nv-Gs320, oggi custodita con gelosia come una reliquia, donerà nuovo lustro ed una maggiore qualità alle sue opere. Ansioso di fare il suo ingresso nell’internet, Enrico fonda TempoSprecato, la sua più-o-meno casa di produzione rappresentata da un sito, atto a divulgare le sue creazioni. Nello stesso anno decide di darsi un nome d’arte: nasce ZeroDx. Le origini di questo pseudonimo sono tutt’ora sconosciute.

Obbligato moralmente a colmare il suo stimolo artistico fornitogli dal nuovo mezzo e dal suo nuovo marchio, nell’estate 2008 scrive e dirige “Un Lontano Parente di Indiana Jones“, un film di 68 minuti, parodia celebrativa del famoso personaggio creato da George Lucas, prodotto che oggi non riesce più a guardare senza provare un nostalgico fastidio. Un progetto ambizioso e complesso che lo tiene occupato per mesi prima di tornare a sperimentare.

Nel 2010, alla soglia dei 20 anni, ottiene un piccolo spazio tutto suo a Deejay Tv, con la fortunata rubrica “Un Mondo Senza“. Di lì a poco abbandona la sua Panasonic per far spazio ad una Canon 550d, con cui inizia ad appassionarsi alla fotografia e a tutti i dettami e tecnicismi che questo settore comporta.

Nel frattempo esplode il fenomeno YouTube: nascono le prime webstar e un nuovo scenario sembra palesarsi all’orizzonte. ZeroDx è dubbioso, non sembra avere interesse nel prendervi parte, ma le persone a lui vicine gli suggeriscono il contrario. Dopo un’intensa ricerca interiore Enrico decide di buttarsi. Il primo febbraio 2011 apre il suo canale youtube “Enrico ZeroDx“.  I primi successi non tardano ad arrivare e nel maggio dello stesso anno “PSN: The Movie” spopola per qualche giorno nell’internet, superando le 100.000 visite e regalando 2500 iscritti al suo canale in una settimana.

Nel giugno 2011 vince il concorso YouTube NextUp. Grazie a questa vittoria sarà invitato negli uffici di Google a Londra, un evento che lo segnerà nel profondo e lo farà innamorare dell’Inghilterra, tanto che negli anni successivi deciderà di trasferirvisi per un breve periodo di ricerca interiore e di ricette per i muffin. Tornato in Italia riprende la sua sperimentazione audiovisiva, coniugando tra loro diversi generi cinematrografici e appassionandosi in seguito a Woody Allen, da cui, oltre all’ispirazione, erediterà anche il pessimismo e il bisogno di psicanalisi. Parallelamente lavora come videomaker freelance realizzando video per tutti coloro che desiderano attingere al suo estro per le proprie esigenze.

All’alba del 2015, ZeroDx decide di mettere da parte indefinitamente il marchio TempoSprecato, ormai in disuso, lasciando che sia il suo stesso nome d’arte a costituire il proprio brand. Decide inoltre di scrivere una propria biografia in terza persona, parlando di se come se fosse chissà chi. Sperando di non essere preso troppo sul serio.

Enrico ZeroDx continua tutt’oggi a creare video per intrattenere il proprio pubblico, mirando a obiettivi sempre più ambiziosi e irraggiungibili. Tra le altre cose, nutre un grande amore per il caffè amaro e suona l’ukulele.